Cucina turca: Stufato di Pollo e Verdure (Piliç Güveç)

questa ricetta mi è tornata in mente leggendo un post di Ghat che descriveva il Römertopf, piatto molto simile a questo, credo….


Un po di notizie sulla cucina turca

Considerata dai gourmet tra le più raffinate del Mediterraneo, la gastronomia turca non teme confronti con le migliori cucine europee e mondiali.
Sovente ricca di spezie, è perciò molto profumata, e offre una serie di specialità dove ai sapori dell’ottima carne, soprattutto di montone e agnello, si affiancano un’infinita varietà di piatti a base di verdura.

L’origine della cucina turca è avvenuta su un vasto territorio dove, nei secoli, popolazioni antiche, attraversando l’Asia Centrale hanno raggiunto l’Anatolia. Queste mescolanze di civiltà hanno prodotto una grande varietà di cucine regionali, proprio come in Italia, che compongono l’attuale gastronomia turca.

La sintesi gastronomica che scaturisce dall’incontro della cucina asiatica con quella mediterranea, in Turchia ha manifestato il suo momento più alto e il popolo Turco è molto orgoglioso della sua cucina, ricchissima ed appetitosa.

I piatti turchi, a volte molto raffinati, sono un connubio perfetto di culture, dove l’utilizzo dell’olio d’oliva, re della cucina mediterranea, si mescola con le spezie, ingrediente principe di quella orientale. Tutti gli ingredienti sono sempre freschissimi e di prima qualità, le verdure la fanno da padrone, accompagnando carni e pesci cotti nei modi più disparati. Infine tutta la gamma dei dessert che rispecchia la dolcezza tipica delle donne turche: miele, mandorle, uova e latte e sciroppo.

In Turchia trovate sia ristoranti di lusso, che piccoli locali frequentati soprattutto dai lavoratori. Nei locali più modesti, dove si pranza in modo eccellente con anche solo 3 euro, spesso non hanno menu, oppure è scritto solo in Turco, e l’usanza, che io adoro, è quella di dare un’occhiata alla vetrina refrigerata dei piatti freddi o da cucinare al momento, oppure direttamente in cucina e scegliere tra marmitte, teglie e pentoloni, indicando quello che si vuole.
Si mangia bene anche per la strada: spiedini, kebab, polpette, fritture, a cifre irrisorie.

Nei numerosi viaggi che ho fatto in quel paese, e da più di venti anni ci torno sempre volentieri, mai mi è capitato di mangiare male o prendere la “fregatura”

Uno dei piatti di questa meravigiosa cucina è il Güveç, gustoso stufato a base di carne, ma del quale ne esistono un’infinità di varianti, compresa quella di sole verdure.
È composto quasi sempre da carne di montone o agnello, sistemata a strati con verdure, che variano a seconda delle stagioni, in una marmitta di terracotta refrattaria, dotata di pesante coperchio, appositamente fabbricata per questo piatto.

Di queste pentole, che adoro, negli anni ne ho portate a casa di tutte le dimensioni, e ne ho regalate altrettante, sempre molto apprezzate per tutte le cotture lente.
Le uso quasi tutti i giorni, per molte altre preparazioni. La proprietà migliore è quella di poterle mettere direttamente sulla fiamma del fornello, senza pericolo di romperle.

ed ora veniamo alla ricetta

Piliç Güveç

dosi per 6 persone:

Rosolare in padella 1 kg di pollo a pezzi, senza pelle e infarinato
Nella casseruola di terracotta, disporre a strati con: fette di patate, zucchine, cipolle, carote, peperoni dolci, melanzane, pomodori freschi, e qualche pezzetto di peperone piccantino (secondo il gusto), prezzemolo, origano, olio, sale, pepe.
Versate sopra 2 tazze di brodo di pollo.
Chiudete la pentola con il suo coperchio e sigillatelo con della carta bagnata (o pasta d’acqua e farina) a formare una sorta di pentola a pressione.
Cuocere per 1 ora dal momento in cui bolle, a fuoco bassissimo, meglio in forno.

Si può sostituire il pollo con: coniglio, vitello, salciccia, ecc…
Le verdure si possono usare tutte o in parte, o altri tipi. (in totale circa 1 kg.)
Si serve come piatto unico con riso bianco Beyaz Pilav (la ricetta prossimamente, comincerete a capire la mia mania per la cucina turca e la Turchia 🙂 )

"Afiyet Olsun"

letteralmente significa Buona digestione, corrisponde a “Buon appettito” e viene usato sia a inizio pasto che alla fine.

le foto delle pentole sono di

geleyi tanıyalım

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10 commenti

  1. utente anonimo

     /  mercoledì, 15 febbraio 2006

    VEdo che non sono lunica che fa tardi la sera per scrivere!!!
    Eh eh eh….
    Un abbraccio!!
    S 😉

    Rispondi
  2. che delizia Lilli! Che interesse leggere i tuoi appunti.
    Come mai sei stata così tante volte in Turchia? Ora, di questi tempi, consiglieresti di andarci ugualmente?

    Rispondi
  3. ma certo….tornerei domani, il popolo turco è molto ospitale, si sta bene, ci sono bellissimi posti da vedere, il paese è affascinante e eterogeneo, è vicino a noi e, volendo, raggiungibile in auto, e, cosa interessante, costa tutto molto meno che in Italia.
    Non esiste ancora un turismo di massa dall’Italia, ma dal resto d’Europa si.

    del resto il turismo in Egitto, nonostante il terrorismo sia presente ormai da moltissimi anni, si è mai fermato, dati gli enormi interessi dei Tour Operator mondiali?

    ecco…si capisce che adoro la Turchia? 😉
    ci sono stata molte volte, sempre in vacanza, e ogni volta ho scoperto posti nuovi.

    Rispondi
  4. Ciao Lilli,
    sono d’accordo, adoro la cucina turca… del resto quella greca è praticamente identica… la varietà di pietanze e l’uso sapiente delle spezie non hanno uguali!
    Ritengo poi che la cottura degli “stufati” nelle pentole di terracotta sia la migliore… la carne si cuoce lentamente e resta morbida e “succosa”!
    Orizzonti del gusto

    Rispondi
  5. Queste pentole sono meravigliose. Si trovano qui in Italia? O si devono ordinare dal sito?
    Ciao

    Rispondi
  6. allora, per i prezzi….
    fino a l’anno scorso il cambio Lira turca era
    TL 1.000.000,00 = € 0,60
    poi hanno introdotto la nuova Lira turca della quale non so molto.
    credo continuino ad usarle tutte e due.

    su quel sito mi pare che ci siano i prezzi in vecchie lire…una pentola dovrebbe costare circa 5 o 6 euro

    Rispondi
  7. Ciao
    Posso chiederti un aiuto?
    Sono appena tornata da Istanbul e mi sono comprata una pentola che sembra quella di cui parli tu. I due ragazzi che me l’hanno venduta hanno cercato di spiegarmi (in turco) il procedimento da seguire prima di utilizzarla, se non ho capito male doveva essere unta con della margarina lasciata riposare e poi messa in forno.
    Tu che procedimento hai seguito?
    grazie

    ciao
    Trolley

    Rispondi
  8. @trolley
    la pentola puoi trattarla in vari modi,
    io ho seguito quello del latte ma in effetti il burro o margarina me lo avevano suggerito.
    Il principio è quello di ingrassare i pori della pentola. Riempi la pentola di latte e lo fai bollire piano piano per circa 30 minuti, poi butti tutto e la pentola è pronta. Se la ungi prima anche con burro (meglio) e la lasci qualche ora penso sia ok.
    Queste magnifiche pentole possono esser emesse sul fuoco diretto anche senza retina.

    Rispondi
  9. Grazie!
    La pentola che ho preso è proprio come quelle delle foto.
    Seguirò il consiglio del latte.
    Ciao
    Trolley

    Rispondi

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