Nostalgia: Il Manuale di Nonna Papera e La Torta Monna Lisa

MAnuale NP

E' stato il primo ricettario che ho usato e quello che mi ha dato la spinta dalla curiosità alla prova dal vero.

Credo di non essere l'unica ad aver fatto i primi esperimenti in cucina seguendo le ricette del mitico Manuale di Nonna Papera, avevo 4 sorelle piu' grandi di me, con le quali pasticciavo volentieri.


La torta che ricordo di aver fatto e rifatto decine di volte è la Torta Monna Lisa, diversa per il fatto di avere olio e non burro tra i suoi ingredienti, e poi il limone, buccia a succo.


Il profumo e il sapore mi sono rimasti così impressi nella memoria che quasi 30 anni dopo ho assaggiato la torta di un'amica e dopo un'attimo le ho chiesto se non fosse proprio lei, la Torta Monna Lisa del Manuale di Nonna Papera che facevo da bambina.

Eccola, rivista con alcune mie modifiche e in piccole porzioni da plumcake.


 

La Torta Monna Lisa

le dosi:
350 gr di farina (ho usato 250+50 di farina di riso)
250 gr di zucchero (ne ho messo 150)
2 uova
1 limone
1 bicchiere di latte
1 bicchiere di olio (ne ho usato uno scarso, circa 150)
1 bustina di lievito (ne ho usata mezza)
1 pizzico di sale
 

la preparazione:
"versate in un recipiente lo zucchero e i tuorli e sbattete bene con un cucchiaio di legno, aggiungete l'olio e lavorate ancora un po'.
Aggiungere la farina e il latte poco a poco, in modo che non si faccia troppa fatica a mescolare, e la buccia del limone grattuggiata.
Unite infine, sempre mescolando, il succo del limone, il sale e il lievito.
Montate a neve le chiare delle uova, unitele mescolando piano e versate l'impasto in una tortiera unta e infarinata. Cuocete in forno a 140° per 45 minuti poi spolverate di zucchero".

Questa volta l'ho cotta in stampini da plumcake foderati di carta forno, la scorsa volta in pirottini di carta monoporzione, ma va benissimo la classica tortiera imburrata e infarinata.

La merenda non la faccio piu' da moltissimi anni, ma da bimbetta si che la facevo, e questa torta è perfetta per la merenda! gnam!

#twitpolpette: stay tuned!

update: la ricetta è pubblicata e la trovate qui >> link

Le polpette all’agro – Turchia: Ekşili Köfte

Grazie a Daniela che ha lanciato la twitpolpettoiniziativa aperta a tutti quelli che vorranno condividere polpette e affini.

Daniela la trovate anche su Twitter come @Senza_Panna

le istruzioni twitpolpettose su come partecipare qui > in questo post

le regole twitpolpettose, poche e semplici qui > in questa pagina

state collegati qui al twitpolpettoblog perchè ogni giorno uscirà una nuova ricetta!!!!e si preannuncia già la più completa e sociale raccolta polpettosa e similpolpettosa del web

#twitpolpette

che la polpetta sia con voi!

La focaccia alle cipolle per il World Bread Day#5 di Zorra

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La focaccia in casa mia è sempre stata sinonimo di festa, in particolare quella di salvia della mia mamma.
Se ho ospiti o se devo andare da amici a cena è un pensiero profumato e sempre gradito, insomma … se impasto è quasi sempre per una focaccia, il pane non lo preparo perchè è talmente buono quello del mio panificio che non c'è motivo per tentare di eguagliarlo.

Questa versione alle cipolle è la preferita in famiglia e se la preparo viene spazzolata in fretta.

Questo post partecipa al World Bread Day 2010 di Zorra

World Bread Day 2010 (submission date October 16)


Ingredienti per due teglie:
– 700/750 gr. di farina “di forza” ossia con elevato indice di proteine (0 o 00) + poca per la spianatoia
– 7/10 gr. di lievito fresco (circa 1/2 cubetto di lievito di birra fresco o 1/2 bustina di quello secco)
– 1 cucchiaino di zucchero o malto (facoltativo)
– circa 500 gr. di acqua tiepida
– sale fino
– olio extravergine 1/2 bicchiere circa
– una grossa cipolla bianca o rossa in stagione
– sale dolce di Cervia (o grosso pestato o fior di sale)

Preparazione impasto a mano o nell'impastatrice:
1° lievitazione
Sciogliere il lievito in 250 gr. d'acqua tiepida con un cucchiaino di zucchero o malto.
Impastare (avviare l'impastatrice con la frusta a gancio) versando un po alla volta 250 gr. di farina nella ciotola.
Lasciar lievitare in un posto tiepido per circa 90', deve raddoppiare.

2° lievitazione
Impastate nuovamente con la farina rimanente (500 gr.circa) e il resto dell'acqua tiepida, per qualche minuto.
Aggiungete il sale e continuate ad impastare fino ad ottenere un impasto liscio d elastico. Per ultimo aggiungete 2 cucchiai dell'olio.
Continuando ad impastare otterrete la consistenza di una palla molto morbida, al limite dell'appiccicoso ma che si stacchi dalle pareti della ciotola.
Lasciar riposare per cira 1 ora. 

3° lievitazione
A questo punto rovesciate l'impasto sulla spianatoia infarinata, con delicatezza dividetelo in due, appiattitelo leggermente e piegate in tre ogni metà.
Mettete le pezzature di impasto nelle teglie coperte di carta da forno e ben unte con olio, senza stenderlo. 
Coprite gli impasti con ciotole grandi, e lasciar lievitare circa 15' in un posto caldo. Potete accendere il forno al minimo (circa 50°) per una decina di minuti e poi metterci le teglie a lievitare.
Estrarre le teglie, stendere delicatamente l'impasto con la punta delle dita su tutta la superficie della teglia, senza sgonfiarlo. Lasciare lievitare per almeno altri 30' nel forno tiepido. Nel frattempo affettate sottilmente la cipolla e lasciatela a bagno in acqua per 10' e scolatele bene.

Estrarre le teglie e scaldare il forno al massimo.
A questo punto, usando la punta delle dita, formare dei buchetti su tutta la superficie, spargete gli anelli di cipolla e il sale (io uso quello grosso pestato fino ad avere una misura media dei granelli).
Preparare una mistura ben scossa di olio e acqua in un barattolino e cospargere abbondantemente la superficie della focaccia in modo che si formino delle piccole pozze nei buchi.

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Infornare a 220° nella parte bassa del forno per i primi 10', spostare nella parte alta fino a quando la superficie non è un poco dorata, circa altri 10'.

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Gelato al Latte di Mandorla con Caramello al Burro Salato

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Grazie alla vulcanica  Sandra  che 100 ne pensa e 1000 ne fa, ho potuto aderire alla bella iniziativa che ha ideato in collaborazione con Lelio Bottero delle Fattorie Fiandino.

In questo post (—>Link) ha dato ai lettori del suo bel blog la possibilità di ricevere a casa due confezioni di Burro 1889 Salato che sarebbe diventato l'ingrediente segreto delle nostre creazioni culinarie.

La scorsa settimana ricevo in ufficio il prezioso pacchetto, ben protetto da una scatola termica e refrigerata, poi nel trambusto di questi giorni non ho avuto il tempo di decidere la ricetta definitiva e nemmeno di assaggiare il burro che è rimasto in attesa nel mio frigo fino a questo pomeriggio.

Confesso che oggi ne ho assaggiato un pezzettino puro, senza nulla, slurp! Nei prossimi giorni sperimenterò certamente gli abbinamenti più classici, semplicemente sul pane e a crudo.

Devo dire che non è stato facile decidere cosa cucinare in quanto il burro salato si presta ad essere consumato in modo semplice, spalmato a crudo sul pane o abbinato a sapori delicati o contrastanti che ne esaltino la qualità e permettano di apprezzarne tutto il sapore.
Ma volevo pensare a qualche cosa di alternativo al semplice pane e burro e alici, sebbene sia uno di quei sapori "nella mente di Dio" e difficili da eguagliare quando si trova il pane perfetto e un burro così.

Mi divertiva l'idea di provare ad abbinarlo a cose dolci quindi ho optato per un caramello al burro salato da utilizzare come topping per un gelato al latte di mandorla (mi è venuta una mezza idea di provare ad abbinarlo al il gelato al parmigiano 30 mesi…ma credo che sarà un prossimo esperimento)

L'idea del gelato è dovuta anche al fatto che ho recentemente acquistato l'accessorio gelatiera per il KA e così ho anche potuto provare il mio nuovo accessorio.


Per il Caramello al Burro Salato
300 gr di zucchero
75 gr di 
Burro 1889 Salato

200 ml di panna liquida

Attrezzatura:
una pentola con fondo pesante
una frusta (
quelle IKEA (dx) son perfette
 ci dovrò scrivere un post prima o poi) 
molta cautela che il caramello ustiona!

Mettere lo zucchero (senza acqua) nella pentola con il fuoco alto, quando inizia a fondere mescolare bene con le fruste e abbassare un po il fuoco, continuare a mescolare finchè tutto lo zucchero sia sciolto e senza grumi. Attenzione a non bruciarlo, dee diventare leggermente bruno ma non scuro.

Aggiungere il burro mescolando velocemente e amalgamando bene, poi la panna liquida poco alla volta, facendo molta attenzione che schizza. Mescolare molto bene, amalgamare tutta la panna e spegnere il fuoco.

Travasare in una ciotola e lasciare raffreddare, diventerà molto più cremoso mano a mano che raffredda. Se ne avanzate si conserva qualche settimana in frigo.
 

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Per il Gelato al Latte di Mandorla per 4/6 persone
450 ml di latte di mandorla già pronto zuccherato (lo trovate anche a Lidl)
200 ml di panna liquida
4 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di acqua di fior d'arancio

Attrezzatura:
Io lo faccio nella gelatiera, se non l'avete va benissimo un buon gelato al fior di latte di gelateria artigianale.

Servite il gelato con una generosissima dose di Caramello al Burro Salato, l'ideale è che sia tiepido.


Il caramello, che non avevo mai provato a fare, è venuto ottimo e il tocco salato lo rende davvero speciale. Potete abbinarlo a delle crepes non dolci, splamarlo sul pane o mangiarlo a cucchiaiate, ahimè è proprio quello che farò con l'avanzo del mio.

Grazie  Sandra  , Lelio e alle Fattorie Fiandino per l'iniziativa, per le due confezioni di Burro 1889 Salato e per la confezione di Burro 1889 classico che a sorpresa ho trovato nel pacco!

Su Twitter potete seguire l'hashtag #burrosalatofiandino per avere aggiornamenti in tempo reale sulle attività dell'iniziativa.

E questa sera le mie Uova al Burro con Peperoncino di Urfa (Isot) avranno l'ingrediente segreto!

In questo post (—>Link) tutti i dettagli dell'iniziativa

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uova al burro nocciola con peperoncino di Urfa

uova al burro nocciola con peperoncino di Urfa

Le patate di Michele

Prima…
Le patate di Michele - prima
Dopo….
Le patate di Michele - dopo

Napoli

Visualizza la Mappa >>> Napoli io l’ho vista così 12-14 marzo 2010

P1000302la bufalanon ricordo il nome ...

Cucina giapponese: Torihamu o “Prosciutto” di Pollo

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Sono ormai molti mesi che seguo assiduamente i Blog in lingua inglese della bravissima Maki, due dei quali, Just Hungry e Just Bento, sono dedicati alla cucina giapponese, ma la cucina di tutti i giorni e soprattutto quella “di casa”, diversissima da quella alla quale ci hanno abituato i ristoranti finto giapponese o di solo Sushi, che peraltro mangio più che volentieri.


Inizialmente li ho letti a fondo e ho scoperto una preziosissima fonte di idee, nozioni, informazioni precise dettagliate ed esaustive e ovviamente ricette, per chi ha la passione della cucina giapponese come me.
Di tutte le cucine che ho sperimentato mi affascina in particolare tutto quello che riguarda metodi di cottura alternativi e lavorazioni della materia prima inusuali per la cucina italiana.

Delle ricette di Maki ho fatto già numerosissimi esperimenti, ma questa è stata davvero sorprendente. Il risultato è quello della foto, vi assicuro che il sapore è ottimo, la consistenza assolutamente NON asciutta, è saporito e appetitoso con un contenuto calorico certamente molto ridotto dato il metodo di preparazione e cottura.
 
E’ a mio parere un ottimo modo di utilizzare il petto di pollo, alternativa al prosciutto con la garanzia di avere un prodotto sicuramente genuino. E’ perfetto per sandwich, insalate di pollo o piatti freddi, ma anche intiepidito e servito con un contorno è un eccellente secondo piatto, oltre ad essere una perfetta fonte di proteine a basso contenuto calorico, si presta benissimo a far parte del pranzo che vi portate in ufficio nel vostro Bento. Sono anche certa che piacerà ai bambini e potrebbe essere un modo alternativo per far consumare carne.
 
La ricetta originale con procedimento dettagliatissimo con più varianti la trovate al questo link –> Torihamu or Homemade Chicken “Ham”

E’ apparentemente molto lungo da preparare ma ogni passo è abbastanza semplice e richiede solo pochi minuti. Tuttavia l’intero processo di salagione e riposo è di 48/60 ore circa prima della cottura e raffreddamento, siccome è davvero buono buono, vi consiglio di prepararne diverse porzioni, dura una settimana in frigorifero e potete farne una bella scorta da tenere nel congelatore.
Riassumo di seguito il procedimento che ho utilizzato io.

Torihamu o “Prosciutto” di Pollo fatto in casa

Per ogni 250g di petto di pollo pulito e senza pelle: 
1 cucchiaio di miele di qualsiasi tipo, oppure zucchero.
1 e 1 / 2 cucchiaino di sale marino
Pepe nero macinato grossolanamente
Erbe aromatiche essiccate di vostra scelta.

Attrezzature necessarie:
Sacchetti da congelatore se possibile con chiusura e che possano essere messi in acqua bollente (quelli Lidl a rotolo sono belli spessi e sono perfetti)
Non obbligatorio, spago da cucina o elastico.

Fase uno: preparazione e la marinatura del pollo (5 minuti + 48 ore di riposo)
Tagliare qualsiasi grasso o tendini al petto di pollo e dividere le due metà.
In un sacchetto mettere il miele e il sale di cui avete bisogno per la quantità di petto di pollo che intendete preparare. Per ogni petto di pollo usare un sacchetto, mettere dentro le due metà del petto di pollo e massaggiare bene per ricoprire bene di sale e miele.
A questo punto è possibile aggiungere solo il pepe nero e / o erbe o spezie che preferite. (Io ho utilizzato la miscela per Arista alla Lavanda di Stefano Spilli di Firenze.)
Mescolare nuovamente, far uscire tutta l’aria possibile, chiudere cbene e lasciare il pollo a marinare in frigorifero per 48 ore o 2 giorni completi,  mai meno di 5 ore fino ad un massimo di 72 ore, io l’ho lasciato circa 60 ore ed era piuttosto salato.

Fase due: dissalare il pollo (5 minuti + 1 ora di riposo)
Una volta fatta la marinatura, prendere i petti di pollo dal sacchetto e lavare bene sotto l’acqua corrente fredda. Poi, lasciare in ammollo in abbondante acqua fredda, per circa 1 ora. Questo processo elimina il sale in eccesso.

Fase tre: cottura del pollo (5 minuti + 1 ora di riposo)
Portate una pentola di acqua a bollore e ridurre il calorepiù basso possibile.
Nel frattempo, asciugare l’umidità in eccesso da ciascun petto di pollo accuratamente con carta da cucina. Stendere ogni petto sul tagliere e eventualmente aggiungere altre erbe o aromi a gusto personale.
Arrotolare il petto di pollo un po’ stretto, accoppiando le due mettà leggermente sfalsate, infilare nei sacchetti  adatti alla cottura (o anche pellicola da cottura) e avvolgere stretto, annodare e fissare con cordino o elastici dando una forma di salame.
Mettere l’involucro nell’acqua calda e cuocere per 5 minuti, mettere un coperchio e spegnere il fuoco. Lasciare per almeno un’ora a raffreddare nella sua acqua.
Volendo si può cuocere senza involucro e avrete un risultato meno umido ma un brodo utilizzabile. Nella ricetta orignale anche la variante al forno.
Una volta freddo il Torihamu si mantiene per una settimana in frigo.

Esempio di produzione:
Acquista il tuo petto di pollo a Giovedi
Sale e miele o zucchero Giovedi sera
Marinare da Giovedi sera al Sabato sera o Domenica mattina (un paio d’ore più non farà una grande differenza)
Cuocere la Domenica
Mangiarlo tutta la settimana (congelare l’eccesso)

Grazie, grazie, grazie Maki!
(ho litigato per 20 minuti con la formattazione del post ma ha vinto lui!!!!! 😦 )

Domenica scorsa

foto credits tirebouchon

 
 
e vai con il tacchino ripieno on Twitpicil tavolo degli antipasti al pranzo twittero da @pizzicodisale on Twitpicprime 4 bottiglie di champagne...:-) on Twitpic

La Crostata di Mele e Mandorle è di Adriano Continisio

QUESTO POST PARTECIPA ALLE PROTESTE PER L’UTILIZZO SENZA INDICARE LA FONTE, DI MATERIALE CONTENUTO NEI BLOG SOTTO LICENZA CREATIVE COMMONS


Perchè oggi 8 novembre 2009 molti food bloggers e forumisti pubblicano in contemporanea questa ricetta?

Per solidarietà con Adriano Continisio che l’ha inventata e pubblicata sul suo blog già nel 2007.

Riassumendolo in pochissime parole, questa manifestazione vuole porre l’attenzione prima di tutto sulla necessità di un comportamento corretto per chi usa la rete nei confronti di chi pubblica materiale. Spesso si sceglie di mettere a disposizione il proprio materiale o lavoro con una licenza che permette di usarlo a condizione che se ne citi la fonte e questo è già un dono, a nostro avviso. Si dice a chi legge: puoi gratuitamente utilizzare il materiale, puoi prenderlo, ma devi specificare che è mio e dire dove l’hai preso. Non è chiedere molto!

Altra importante condizione è che il materiale non venga usato a scopo di lucro.

Quando tutte e due le condizioni non vengono rispettate è evidente che la cosa è ancor più grave.

Questa volta è capitato ad Adriano, ma nel tempo è già capitato ad altri. Creare un tam tam è forse il primo di tanti passi per avversare il fenomeno, perciò ci siamo uniti e oggi pubblichiamo con il nome del suo autore la ricetta e la foto della crostata che ognuno di noi ha preparato.

E’ ora che tutti sappiano di chi è la farina e pure il sacco!!!!!


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La ricetta originale è stata pubblicata da Adriano il 23 settembre 2007.
Qui e qui  l’antefatto della storia, ma esempi del genere ne trovate purtroppo moltissimi.
Tutta la mia solidarietà e grazie ancora Adriano per le ricette che ci regala.


Io ho fatto 3 piccole varianti, quella più evidente è che non avendo le scaglie di mandorla ho tritato grossolanamente quelle intere, poi ho utilizzato il mio liquore di Lauro al posto dell’Amaretto perchè gli assomiglia molto e poi non avevo l’estratto di mandorle è ho messo poche gocce di acqua di fior d’arancio.

Questa sera assaggio.