Cucina di Liguria: i ripieni genovesi di Nonna Ibidi

Zucchini – Cipolle – Melanzane – Peperoni

Cucina di Liguria: i ripieni genovesi di Nonna Ibidi

Ricette già collaudate e ripetute, graditissima presenza estiva su molte nostre tavolate di famiglia, specialità della mia Mamma anche detta Nonna Ibidi. Pubblicate certamente anche dalla Vitto in giro per la rete.

Fatene tanti che spariscono, le dosi di ogni ricetta sono indicative per una teglia da forno.
Zucchini ripieni e i loro fiori


zucchini freschissimi misura media 2kg
cipolla 1 grande grattugiata
aglio 1 spicchio intero
pane raffermo, 1 tazza di mollica bagnata e strizzata
uova 2 o 3
parmigiano reggiano grattugiato, 4 cucchiai
maggiorana tritata 1 cucchiaio
pangrattato poco
olio extravergine
sale e pepe


Scottare gli zucchini per pochi minuti, devono  essere morbidi, ma non cotte.
Aprire a metà  per il lungo e scavare la polpa con un cucchiaino senza romperli.
Passare la polpa sminuzzata in padella con aglio intero (da togliere) cipolla tritata olio e sale schiacciandola con la forchetta e facendo asciugare bene l’acqua di vegetazione.

Quando è tutto ben cotto, disfatto e sciugato raffreddare e unire al composto di uova battute, mollica di pane bagnata nel latte o brodo, maggiorana tritata, pepe e parmigiano.
Qualcuno aggiunge anche ricotta e prosciutto cotto o mortadella, ma i veri ripieni liguri sono vegetariani. Il composto deve avere circa lo stesso volume della polpa di zucchine passata in padella, o anche meno. Aggiustare di sale e se è troppo molle aggiungere poco pangrattato.

Mettere le "barchette" di zucchino in un teglia con carta da forno ben irrorata di olio extravergine. Riempire di composto con un cucchiaino o con la tasca. Sopra mettere un filo di olio (qualcuno mette anche pangrattato) e infornare a forno medio anche per un’ora.

Gli zucchini devono cuocere bene e il ripieno dorare, ma non devono bruciare altrimenti diventano amari. Per evitare ce brucino sotto, io aggiungo sul fondo della teglia anche un goccio d’acqua.

Se possedete un orto avrete zucchini freschissimi e anche una produzione di fiori esagerata. E’ possibile riempire anche i fiori con lo stesso composto, in questo caso la tasca vi facilita sicuramente l’operazione.

cucina ligure: fiori di zucchina ripieni


Si possono anche congelare prima di infornarli. Allineare su un vassoio e quando sono duri mettere nei sacchetti e quando servono infornare ancora gelati. Tempi più lunghi di cottura e forno più dolce all’inizio. Vengono perfetti.

cucina ligure: zucchine ripiene


il mio orto: zucchineil mio orto: fiori di zuccacucina ligure: zucchine ripienecucina ligure: zucchine ripienecucina ligure: zucchine ripienecucina ligure: zucchine ripienecucina ligure: zucchine ripienecucina ligure: zucchine ripienecucina ligure: fiori di zucchina ripienicucina ligure: zucchine ripienecucina ligure: fiori di zucchina ripieni

Cipolle ripiene


cipolle bianche piatte di misura media 6
carne tritata 200 gr
besciamella soda fatta con ½ lt latte, 2 cucchiai di farina, burro, sale, noce moscata
fungo porcino secco qualche fetta ammollata e tritata
uova 2 o 3
parmigiano reggiano grattugiato, 4 cucchiai
maggiorana tritata 1 cucchiaio
pangrattato poco
olio extravergine
sale e pepe


Sbollentare le cipolle intere con tutta la buccia ben lavata, il tempo necessario perché sia facile sfogliarle. Levare la buccia e tagliarle a metà in orizzontale in modo da poter ricavare tante scodelline carnose.
Allineare in una teglia unta d’olio e tappare il buco che sarà rimasto in ogni scodellina con un pezzo di cipolla, quelli troppo piccoli per riempirli o le sfoglie più esterne, meno carnose.

Tutta la cipolla che avanza tritarla e farla appassire in tegame con olio. Aggiungere la carne e i funghi e portare a cottura bagnando con un po’ di brodo se asciuga troppo. Alla fine deve risultare un composto piuttosto asciutto, lasciare intiepidire.

In una ciotola battere leggermente le uova, parmigiano, maggiorana e besciamella fino ad avere un composto omogeneo, aggiungere la carne rosolata amalgamare bene, aggiustare sale e pepe.

l risultato deve essere cremoso, non liquido. Se è troppo umido aggiungere poco pangrattato. Riempire con un cucchiaino le ciotoline di cipolla, irrorare con un filo di olio e infornare a calore medio per almeno un’ora, finchè la cipolla è ben cotta, quasi caramellata e sono colorite sopra.
Il giorno dopo sono più buone!

Melanzane ripiene


melanazane ben sode e senza semi, piccole a uovo 12
aglio 1 spicchio intero
cipolla 1 grande grattuggiata
pane raffermo, 1 tazza di mollica bagnata e strizzata
fungo porcino secco qualche fetta ammollata e tritata
uova 2
parmigiano reggiano grattugiato, 4 cucchiai
maggiorana tritata 1 cucchiaio
pangrattato poco
olio extravergine
sale e pepe


Sbollentare le melanzane e tagliare per il lungo, svuotare con un cucchiaino e passare al polpa sminuzzata in padella con aglio intero (da togliere), cipolla, maggiorana, funghi secchi ammollati e tritati schiacciando bene con una forchetta.

Quando è cotto, ben asciutto e amalgamato aggiungere il pane bagnato nel latte e strizzato, uovo e parmigiano. Se è troppo liquido aggiungere anche poco pangrattato.

Riempire le barchette di melanzana, allineare in una teglia unta, spolverare di pangrattato, filo di olio e infornare per circa 1 ora a fuoco medio. Si possono anche impanare e friggere. Sono totalmente vegetariane, ma se piace si può aggiungere nel ripieno anche un po’ di carne tritata o prosciutto cotto tritato.

Peperoni ripieni


peperoni gialli 2
peperoni rossi 2
peperoni verdi 2
cipolla 1 grande grattuggiata
aglio 1 spicchio intero
capperi 1 cucchiaio
olive verdi 10
acciughe dissalate 2
pane raffermo, 1 tazza di mollica bagnata e strizzata
uova 1 o 2
parmigiano reggiano grattugiato, 2 cucchiai
prezzemolo tritato 2 cucchiai
pangrattato poco
olio extravergine
sale e pepe


Tagliare i peperoni gialli e rossi a falde ottenendo delle “barchette”.

Stufare in padella qualche falda di peperone tritata a dadini piccolissimi, aglio intero (da togliere) e la cipolla tritata in poco olio e acqua fino ad ammorbidirli bene, poi aggiungere pochi capperi e olive verdi tritate, qualche filetto di acciuga e continuare la cottura per qualche minuto.

Aggiungere mollica di pane bagnata nel latte o brodo e strizzata, prezzemolo tritato finissimo, poco parmigiano e uno o 2 uova per legare.

Riempire le falde di peperone già sistemate nella teglia, spolverare di pangrattato, irrorare di olio, e infornare fino a doratura.
NOTE:
Ottima l’aggiunta di qualche uvetta al ripieno.
Questa non è una ricetta tipica genovese, ma un’invenzione di mia Mamma

Pomodori ripieni di riso

Eccomi qui, oggi ho trovato un po di tempo da dedicare al blog…. accidenti, mi spiace proprio abbandonarlo così… beh… vedrò di non lasciar passare troppe stettimane per i prossimi post.
Il fatto è che, oltre al nuovo lavoro che mi assorbe totalmente, dedico molto del mio tempo libero all’orto e un poco anche al giardino.
L’orto inizia a produrre, ho già raccolto le prime insalate, ravanelli, le zucchine stanno partendo questa settimana…insomma, una soddisfazione, farò delle foto che vi farò vedere prossimamente.

E ora veniamo alla ricetta che per me è la preferita dell’estate, è la classica ricetta di famiglia, piatto che ho sempre magiato in piena estate, fatto con i pomodori dell’orto, nel pieno della produzione, li adoro, sia caldi che freddi e ne mangerei fino a scoppiare…..

come antipasto calcolarne 1 a testa
coma primo piatto calcolarne 2 o 3 a testa
15 pomodori tengono circa 1 tegame da forno

scegliere la qualità ramato dimensioni medio grosse se possibile tutti uguali
lavarli, tagliargli la calotta e svuotarli con un cucchiaio della polpa e dei semi

sistemarli in un tegame da forno usando, se volete, come base per tenerli in piedi delle patate a cubetti, salarli all’interno

soffriggere una cipolla e una carota con olio EV
mettere un cucchiaio di riso per ogni pomodoro svuotato
in questo caso 15/16 cucchiai

e procedere come per un risotto
tostare il riso nel soffritto
bagnare con mezzo bicchiere di vino bianco
al posto del brodo usare l’interno dei pomodori ben sminuzzato
con tutta la loro acqua, anche quella che si sarà formata nei pomodori svuotati
salare e cuocere solo 10 minuti

(intanto scaldate il forno)

a fuoco spento aggiungere un abbondante trito di prezzemolo e/o basilico e/o mentuccia e/o origano (insomma quello che vi piace)
e se vi piace, aglio tritato

riempite i pomodori abbondantemente e coprite con le calotte
olio sopra e in mezzo
infornate per un oretta a 200° (scappate dalla cucina)

buonissimi anche freddi
e pure le patate sono ottime

TORTA PASQUALINA-TORTA PASQUALINN-A


Questa è la tipica preparazione che non può mancare sulla tavola pasquale di noi gente di Liguria, ma si trova quasi tutto l’anno.

Ne esistono ovviamente decine di versioni differenti, questa è quella che utilizza la mia mamma.
Alcuni la fanno mista di bietole e carciofi, oppure mescolano le due parti di ripieno, a voi la scelta….provate.



Dosi per 6/8 persone:
PER LA PASTA
– 600 gr. farina
– 2 cucchiai d’Olio extravergine
– sale, e acqua quanto basta.

PER IL RIPIENO
– 1 Kg. di bietole novelle/erbette (oppure 10 cuori di carciofo)
– 1/2 cipolla tritata (facoltativa)
– 3 cucchiai burro
– 3 rametti maggiorana tritata
– 6-8 cucchiai parmigiano
– 500 gr. formaggio molle tipo presciuseua o ricotta
– 4+6 uova medie
– sale e pepe q.b.

Preparazione:
Aggiungete 2 cucchiai d’olio, un pizzico di sale alla farina disposta a fontana sul tavolo, versate gradualmente acqua fredda mescolando per 7-8 minuti fino a che l’impasto diventerà una palla.
Dividete quest’impasto in circa 6 parti uguali e spolverarle di farina, lasciare riposare almeno 20 minuti coperte con un panno (anticamente se ne facevano fino a 33).

Pulite le bietole (o i carciofi), e dopo averne reciso i gambi, tagliate le foglie a strisce e mettete a cuocere in una larga padella, con poco olio mescolando spesso per circa 15 minuti. Se volete insaporitele con il soffritto di cipolla e olio. Mettete le bietole in una terrina aggiungendo il parmigiano fino ad ottenere un composto umido ma non troppo liquido, con sale e maggiorana e poco pepe.
Scolate la Prescinseua o ricotta, mettetela in un’altra terrina e mescolate, aggiungete 4 uova intere, sale.

Ungete bene una teglia da circa 30 cm. di diametro, oppure stendete due strati di carta da forno bagnata e ben strizzata.
E adesso viene la parte che prevede un po di abilità manuale che viene con un po di allenamento.
Stendete a mò di pizzaiolo ogni palla d’impasto, prima con il matterello, poi una volta sottile tirandola a mano utilizzando il dorso delle mani e il peso stesso della pasta, facendola ruotare fino ad ottenere delle sfoglie quasi trasparenti e larghe più della teglia, adagiarvi 3 "sfoglie" una sopra l’altra dopo aver unto ogni strato aiutandovi con un pennello, rifilare il bordo della pasta lasciando circa 3 o 4 cm. otre il bordo.

Sistemare il composto di verdura sui 3 "fogli stratificati" bagnare d’olio e aggiungere sopra il composto di Prescinseua. Con un cucchiaio scavare 6 conchette per poi potervi versare 4 uova sgusciate e un ricciolo di burro per ogni scavo, infine spruzzate con olio, pepe e sale e parmigiano.

Ricoprite il tutto con altri 3 strati di pasta ungendo ogni strato. Rifilate bene l’eccesso di pasta lasciandone 3 cm. attorno e formate un cordone attorcigliato. Se volete potete gonfiare gli ultimi 2 strati, lasciando una cannuccia o un maccherone, che sfilerete una volta finito di arrotolare il bordo.
Infornate in forno già caldo a 200 gradi per 1 ora circa.

Si mangia fredda, il giorno dopo è ancora migliore.

Soufflè di cioccolato


Questa ricetta l’ho trascritta da un quadernetto di casa, proveniente dalla mia Nonna paterna.
ho il ricordo di questo Soufflè, che veniva fatto per le occasioni, quando ero bambina, e passavamo l’estate nella casa di campagna, dove adesso abito tutto l’anno.
Naturalmente l’ho un po modificata, come faccio sempre, è più forte di me.

per 6 persone

  • latte cl 300
  • zucchero gr 50
  • farina gr 40
  • cioccolato fondente amaro gr 100
  • uova intere 3
  • burro gr 30
  • 1 pizzico di sale
  • zucchero a velo


Sciogliere la farina con il latte freddo, aggiungere lo zucchero e far bollire sempre mescolando, lasciare cuocere per un paio di minuti, ritirare dal fuoco.

Aggiungere il cioccolato a pezzetti e un cucchiaio di burro, mescolare bene.
Quando sarà quasi freddo, aggiungere, mescolando, i tuorli d’uovo uno ad uno.
Montare i 3 albumi a neve durissima e unirlo dalicatamente al resto.

Imburrare e infarinare uno stampo da soufflè della capacità di 1 lt, o stampini da porzione, versare il composto. Si può aggiungere un po di uvetta ammollata.

Se utilizzate delle tazzine da caffè come ho fatto io, questa quantità sarà abbastanza per 12, e potete anche sostituire una parte del latte con del caffè ristretto.

Infornare a calore moderato per 30 minuti, a bagno maria
Sfornare, servire immediatamente prima che scenda, spolverizzando di zucchero a velo.

Rimane di una consistenza morbida internamente, con la crosticina croccante, appena affondate il cucchiaino, esce il profumo del cioccolato.

la mia Sacher Torte

Non è certamente da paragonare con quelle che si comprano nelle belle pasticcerie di Vienna. Qesta è quella che, nella mia famiglia è la torta di tutti i compleanni, e veniva originariamente decorata dalla mia nonna con ciliegie candite passate nello zucchero e disposte in cerchio, oppure, per i bambini, con smarties colorati e candeline.

la torta
– Montare 75 gr di burro con 75 gr di zucchero
Aggiungere:
– 4 tuorli d’uovo
– 75 gr di cioccolato fondente amaro, fuso (oppure cacao)
– 75 gr di farina setacciata
– 75 gr di mandorle tritate finissime
– la scorza grattuggiata di mezzo limone
– burro e farina per la tortiera
– poca confettura di albicocche per la farcitura

Montare i 4 albumi a neve fermissima e aggiungerli all’impasto molto delicatamente senza smontarli, con un movimento dal basso verso l’alto.

Ungere e infarinare una tortiera da crostata cm.20, versarvi l’impasto e cuocere 40 minuti in forno già caldo a 160/200°

Quando è fredda tagliare a metà con un lungo coltello e spalmare con poca confettura di albicocche, richiudere e spalmare anche sopra con un velo della confettura in modo da renderla appiccicosa per la glassa.

la glassa cotta al cioccolato.
150 gr di zucch
ero con un cucchiaio di acqua, cotto al piccolo filo (primo stadio di cottura delle zucchero)
150 gr di cioccolato fondente amaro, fuso con un cucchiaio di acqua.

Unire mescolando e versare la glassa velocemente sulla torta, possibilmente senza toccare con spatole o simili, per lasciarla più liscia possibile, si indurisce in fretta.

40

ieri mi telefona una delle mie dolci sorelline….
"come si sta l’ultimo giorno dei 39?….hehehehe"

io
"iena"

lei
"fai attenzione, appena le donne compiono 40 anni, o cambiano taglio di capelli e colore o cambiano marito/amante/fidanzato.
Oppure prendono un cane, o ancora iniziano ad andare a correre, è statisticamente provato sai?, tutte le mie amiche e conoscenti hanno fatto così"

io
"hehehe, e tu cosa hai fatto?"
………….

la famiglia è una cosa meravigliosa

COLE SLAW


Questa è un’altra delle ricette che per me fanno famiglia, insomma una delle mie manie.
Originaria del Nord degli Stati Uniti, è insolita per noi italiani che, d’abitudine, tendiamo a storcere il naso di fronte a preparazioni con la panna.

La freschezza del cavolo e il sapore agrodolce smorzano la ricchezza del condimento.
La consumo ogni anno sotto Natale, abbinata al Tacchino ripieno.
Quando mi è capitato di farla per amici, ha sempre riscosso un gran successo.

dose per 6/8 persone
 ▪     1/4 di tazza d’aceto
 ▪     1 cucchiaio di burro
 ▪     1 cucchiaino di sale
 ▪     1 cucchiaio di zucchero
 ▪     1 punta di senape o mostarda anche in polvere
 ▪     3 uova intere
 ▪     1/4 di tazza di panna
 ▪     Un’insalatiera piena di cavolo verza o cappuccio, tagliato sottilissimo (circa 1 kg)
1. Scaldare l’aceto con il burro e lo zucchero
2. Sbattere a parte le uova con sale e senape e aggiungerle nel pentolino, mescolando, finché non siano raddensate
3. Fuori del fuoco aggiungere la panna liquida
4. Versare sul cavolo crudo almeno 2 o 3 ore prima di servire, si conserva in frigo.

Gelatina d’arancia

Questa ricetta proviene da un quadernetto della nonna tutto strappato, che mia mamma ha sempre conservato gelosamente.

L’originale era di mandarini ma in effetti nella mia famiglia è sempre stata fatta con le arance, tarocchi naturalmente.
E’ il dolce di tutti i nostri pranzi natalizi, alla fine di un pasto abbondante è l’unico dessert che si mangia volentieri perchè molto dissetante. Non sarebbe Natale se non ci fosse…..

In questa stagione è possibile trovare i tarocchi rossi e il colore sarà di conseguenza differente dalla foto.
La dose di colla di pesce deve essere il minimo indispensabile perchè stia insieme e non si rompa al momento di capovolgerla. Se si fanno un po di esperimenti si può ottenere la consistenza ideale. La dose di 8 grammi dovrebbe essere perfetta per le porzioni individuali ma, se la forma è unica potrebbero volercene anche 10.

A seconda della forma da budino che avete, regolatevi con la quantità da fare.
Succo d’arancia 2 parti
Il succo di 1 limone se le arance sono molto dolci.
Acqua 1 parte
Zucchero 1 cucchiaio ogni arancia spremuta
Gelatina in fogli 8/10 GR Ogni 1/2 LT Di liquido/sciroppo

Spremere le arance e il limone (es.1 lt)
Misurare l’acqua necessaria (es.0,5 lt) e, in una casseruola, aggiungere lo zucchero (circa 10 cucchiai) e scaldare leggermente finché non si sia sciolto bene. Spegnere il fuoco.

Calcolare la colla di pesce necessaria (es.24 g) e metterla a bagno in acqua fredda.
Una volta morbida, strizzare bene e far sciogliere nello sciroppo caldo (non deve bollire).

Unire al succo, mescolare bene e versare in stampi da budino. Coprire bene e riporre in frigo. Sarà pronta in almeno 6 ore (fare il giorno prima o la mattina per la sera).

Servire capovolgendola su un piatto, scaldando per un istante la forma in acqua bollente. Guarnire con bucce d’arancia candite, o panna montata, o frutta fresca.

“Tonno” di coniglio

è una preparazione tradizionale della cucina piemontese, che i contadini facevano anticamente per trovare cibo già pronto al ritorno dai campi, quando si svolgevano le "merende sinoire", pausa per riprendere le forze dal duro lavoro che, in estate, proseguiva finché la luce lo consentiva.
preparato in anticipo e conservato per alcuni giorni al fresco, diventa ancora più buono, e assorbendo l’olio, la carne diventa tenera come un "tonno"

1 coniglio pulito da circa 1,300 kg
brodo di ortaggi 3 lt con:
sedano 1, porro 1, cipolla steccata con chiodo di garofano 1, carota 1
grani interi di pepe nero 1/2 cucchiaino
foglie e gambi di prezzemolo abbondanti, salvia, rosmarino, timo, alloro e basilico
poco sale

per completare
aglio 20 spicchi
salvia 30 foglie
olio extra vergine di oliva 2,5 dl

far concentrare bene il brodo di ortaggi, quando è ben consumato, metteteci a bollire il coniglio intero, fino a che la carne non si stacchi dalle ossa.
quando è un po raffreddato, staccare tutta la carne e dividere i pezzi più grossi a bocconi.
salate e pepate la carne e lasciatela raffreddare e asciugare bene.
in una terrina di coccio o vetro, disponete la carne a strati mettendo aglio intero, foglie di salvia e olio,  ad ogni strato.

tenete in frigo almeno per una notte, aggiungendo olio se necessario, ma non deve essere coperto e galleggiare.

servite nei piatti individuali facendo un mucchietto di 3 o 4 pezzetti di carne, sgocciolando bene l’olio in eccesso e eliminando aglio e salvia. guarnite con insalatina verde di stagione (es. sarsett) e un tocco di colore come chicchi di melograno o filini di carota.
se portate in tavola la terrina, sostituite la salvia che sarà annerita.

Nelle osterie della mia zona la fanno anche con il galletto.

La focaccia di salvia

Questa focaccia è una tradizione di famiglia, ogni occasione è buona per prepararla e mangiarla.
Riscuote sempre un grande successo
(lo stesso impasto, senza salvia, può essere usato per il pane e la pizza)

Ingredienti:
– 700/750 gr. di farina
Note: la farina deve essere “di forza” ossia con elevato indice di proteine.
Cercate la Manitoba e usatene almeno 1/3 (questo vale per tutti i pani e le lievitazioni), per il resto utilizzate la “0”, possibilmente BIO.
− 1/2 cubetto di lievito di birra fresco o 1/2 bustina di quello secco
− 1 cucchiaino di zucchero
− salvia un mazzetto
− sale fino
− olio EVO 1/2 bicchiere circa
− sale grosso pestato

Metodo 1 (3 lievitazioni=impastare dopo pranzo per mangiarla la sera)
ORE 14,00
500 gr. di farina da setacciare (nell’impastatrice)
Sciogliere 10/12 gr.= circa 1/2 di cubetto di lievito di birra fresco (oppure 1/2 bustina di quello secco) in un bicchiere di acqua tiepida con un cucchiaino di zucchero.
Impastare (avviare l’impastatrice con la frusta a gancio) versando un po alla volta il lievito sciolto e aggiungere tanta acqua tiepida fino a quando si forma la palla, morbida ma non appiccicosa (che si stacchi bene dalla ciotola).
Chiudere bene il contenitore, che deve essere molto più grande dell’impasto, e lasciar lievitare in un posto tiepido (io metto la ciotola ben chiusa con il suo coperchio, dentro un’altra ciotola piena di acqua calda) per almeno 3 ore, la pasta deve raddoppiare.

ORE 17,30
a questo punto tritate un mazzetto di salvia con 2 cucchiaini di sale, così non annerisce.
Impastate nuovamente (avviate nuovamente l’impastatrice) con altri 200/250 gr. circa di farina, un poco di acqua tiepida e per ultimo aggiungete la salvia con il sale e due cucchiai di olio EVO, per raggiungere nuovamente la consistenza della palla morbida che si stacca bene dalle pareti della ciotola.
La dose è sufficiente per due teglie da forno, coperte di carta da forno, con un poco di olio EVO al centro, dividere l’impasto in due e metterlo, allargandolo leggermente sull’olio, senza stenderlo completamente.
Coprite i due impasti con due ciotole di plastica grandi, oppure infilare l’intera teglia in un sacchetto di plastica, e metterli a lievitare in un posto caldo.
L’ideale è accendere il forno al minimo (circa 50°) per una decina di minuti e poi metterci le teglie a lievitare. Lasciare lievitare per almeno 20 minuti.

ORE 18,00/18,30
Estrarre le teglie, scaldare nuovamente il forno a 50° per una decina di minuti.
A questo punto stendere delicatamente l’impasto con la punta delle dita su tutta la superficie della teglia, senza sgonfiarlo troppo.
Lasciare lievitare per almeno 1 ora nel forno caldo e sempre ben coperto.

ORE 19,30
Estrarre le teglie e scaldare il forno al massimo.
A questo punto, usando la punta delle dita, formare dei buchetti su tutta la superficie dell’impasto, cospargere di sale grosso pestato fino ad avere una misura media dei granelli, preparare una mistura ben scossa di olio EVO e acqua in un barattolino e cospargere abbondantemente la superficie della focaccia in modo che si formino delle piccole pozze nei buchi.
Infornare a 180° per circa 20 minuti, cioè fino a quando la superficie non è un poco dorata.
a me piace un poco più cotta e con dei punti un po scuri, ad altri piace morbida e chiara…..potete provare a cuocere le due teglie in modo differente per capire quale vi piace di più.

ORE 20,00/20,30
Tagliata a quadretti o losanghe e servire calda, volendo sostituisce il pane per una cena ma è buonissima anche da sola come spuntino, è sempre troppo poca!

metodo 2 – veloce (1 lievitazione)
Il metodo 2 prevede di impastare tutti gli ingredienti subito. Mettere tutto il cubetto di lievito, mettere l’impasto non steso (vedi sopra) direttamente nelle teglie e fare solo 1 lievitazione di 2 ore circa.
Stendere il più delicatamente possibile cercando di non sgonfiarla, condire e infornare, mentre si scalda il forno lieviterà ancora un poco.
Rimane un po meno digeribile e direi un poco più "gnecca" e dura, ma è ugualmente buona.

metterò le foto appena riesco a rifarla.