25 dicembre 2007

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Patè di fegato in gelatina



L’occasione è stata un invito di Sandra per festeggiare il Natale, ognuno porta una bottiglia di bollicine e uno stuzzichino, così ci troviamo per brindare.

Una ricetta per le feste, bello da vedere se vi impegnate più di quello che ho potuto fare io e buono da mangiare spalmato sui crostini di pane e relativamente semplice e veloce da fare.

Le dosi sono per uno stampo da plum cake (per la preparazione è bene avere due stampi gemelli) che basterà come stuzzichino per 15 o 20 persone, raddoppiate se pensate di servirlo come antipasto, nel caso è meglio produrre delle monoporzioni nelle formine da muffin o similari, così da poterlo servire impiattato.

Patè di fegato in gelatina: per il patè

fegato di vitello 300gr
fegatini di pollo 300gr
cipolla dolce 1 grande
burro
150gr
foglia di alloro
1
marsala
1 bicchiere
panna da montare
200ml
sale

per la decorazione:
gelatina alimentare sufficiente per prepararne 1/2lt
brodo
1/2lt
succo di limone 2 cucchiai
uovo sodo 1
cetriolini
6

Rosolare a fuoco dolcissimo la cipolla tritata finemente in 25gr del burro con la foglia di alloro, aggiungere il fegato tagliato a pezzettini e rosolare per circa 10 minuti. Sfumare a fuoco vivo con il vino dolce fino all’evaporazione.

Lasciare intiepidire, eliminare la foglia di alloro e frullare bene, aggiungere il resto del burro morbido e mescolare ottenendo un composto ben liscio e fine.

Montare la panna con un pizzico di sale e incorporarla dolcemente al composto, versare in uno dei due stampi precedentemente foderato con pellicola alimentare. Lasciare in frigorifero per almeno 2 o 3 ore a raffreddare bene.

Nel frattempo preparare la gelatina secondo le istruzioni della confezione e versarne 1cm sul fondo di uno stampo da plum cake lasciando in frigorifero 10 minuti a indurire. Decorare la base con l’uovo sodo e i cetriolini o altri ingredienti colorati e sistemarvi sopra il patè ben freddo che a questo punto si troverà rialzato e staccato dalle pareti del secondo stampo. Riempire con la restante gelatina e rimettere in frigorifero fino al momento di servire.

Rovesciare su un piatto di portata aiutandovi se necessario immergendo per un istante lo stampo in acqua bollente.

Decorare ancora il piatto e servire affettato.

Ancora buon Natale a tutti.
 

siamo sicuri di farla a piedi? :)

BUON NATALE A TUTTI

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Pandolce genovese


Per due pandolci da 450gr circa.

Ci vuole pazienza, un po come per il pane no-knead calcolate due giorni per la preparazione lievitazione e cottura, ma alla fine sarete premiati dal delizioso profumino che esce dal forno e dall’assaggio della vostra opera.

Ore 17 primo impasto: 250gr di farina di forza tipo manitoba, 40gr di lievito madre oppure 5gr di lievito di birra fresco, 1 pizzico di sale, 100gr di acqua tiepida.

Impastare il tutto e lasciare lievitare 12/18 ore (fino al mattino dopo) in un posto tiepido, tipo vicino a un termosifone.

Il mattino dopo impastare altri 250gr di farina “00″con un bicchierino di marsala, 125gr di burro fuso, 2cucchiai di acqua di fior d’arancio, 125gr di zucchero, aggiungere il primo impasto lievitato e impastare mezz’ora, in modo da ottenere un impasto elastico (finchè tende a salire sul gancio dell’impastatrice se impastate a macchina).

Unire 10gr di semi di finocchio pestati, 30gr di pinoli tostati, 30gr di pistacchi pelati e tostati,  30gr di uva passa ammollata, 30 gr di zucca candita (io non la metto se non ho quella fatta da me)

Infarinare la carta forno sulla placca e sistemare degli anelli di cartone o carta forno piegata, dividere l’impasto negli anelli e lasciare tutto il giorno (altre 8/10 ore) al caldo a lievitare. Calcolate che l’impasto triplicherà di volume.

Alla sera scaldare il forno a 180° e nel frattempo con un coltello affilatissimo fare 3 tagli a triangolo sulla cima dei pandolci. Infornare per 1 ora circa.

Lasciare raffreddare su una gratella e consumare freddo, meglio il giorno dopo.
Buon Natale

TACCHINO RIPIENO PER NATALE

dopo mesi di pausa mi fa piacere partecipare a questa bella iniziativa di FrancescaV con questa ricetta che viene ripetuta tutti gli anni per il pranzo di famiglia

 
 
 

tacchino 2

RICETTA DI PIPPO PIUMA

Un tacchino di 4 o 5 chili basta per un cenone di 30 persone se servito come secondo piatto

Ripieno:
6 o 7 etti di pasta di salciccia
6 o 7 etti di vitello tritato
2 o 3 etti di mele renette pelate e a spicchi
10 o 12 prugne secche denocciolate 10 o 12 castagne bollite e pelate
il fegato tritato del tacchino
sale, pepe, noce moscata e altre droghe a volonta’

Farsi disossare il tacchino, compresa la carcassa (le ossa restano solo in zampe e ali) e cucire l’apertura del collo.
Riempire con tutto il ripieno ben mescolato e cucire anche l’ultimo pezzo.
Legare con lo spago in modo che zampe e ali restino in forma.
Infornare 2 ore coperto di carta da forno imburrata e 1 ora senza carta, bagnando spesso con il suo sugo.
Servire intero su un grande vassoio e affettare in tavola.

Contorni:
Il suo sugo, colato e sgrassato.
Castagne bollite con sale e poco zucchero, ripassate al burro.
Patatine novelle, al forno.
Granturco in grani, bollito e ripassato al burro.
Insalata di cavolo (Cole Slaw).
Cranberry Sauce (Stati Uniti)
Mostarde varie.

NOTA AGGIUNTA:

Pippo Piuma è un carissimo amico dei miei genitori che dette la ricetta di questo Tacchino Ripieno per Natale che da moltissimi anni fa parte delle cose irrinunciabili, dettandola a mia mamma penso ormai più di 50 anni fa e sul foglietto di carta scritto allora compare proprio l’annotazione "ricetta di Pippo Piuma"
Lo stesso foglietto tutto macchiato è ancora utilizzato da mamma per cucinarlo e così ho voluto omaggiare il titolare della ricetta.

se volete un dolce natalizio che fa sempre un effettone potete preparare la Gelatina di Arance, sempre ricetta di famiglia collaudatissima

BUONE FESTE A TUTTI

COLE SLAW


Questa è un’altra delle ricette che per me fanno famiglia, insomma una delle mie manie.
Originaria del Nord degli Stati Uniti, è insolita per noi italiani che, d’abitudine, tendiamo a storcere il naso di fronte a preparazioni con la panna.

La freschezza del cavolo e il sapore agrodolce smorzano la ricchezza del condimento.
La consumo ogni anno sotto Natale, abbinata al Tacchino ripieno.
Quando mi è capitato di farla per amici, ha sempre riscosso un gran successo.

dose per 6/8 persone
 ▪     1/4 di tazza d’aceto
 ▪     1 cucchiaio di burro
 ▪     1 cucchiaino di sale
 ▪     1 cucchiaio di zucchero
 ▪     1 punta di senape o mostarda anche in polvere
 ▪     3 uova intere
 ▪     1/4 di tazza di panna
 ▪     Un’insalatiera piena di cavolo verza o cappuccio, tagliato sottilissimo (circa 1 kg)
1. Scaldare l’aceto con il burro e lo zucchero
2. Sbattere a parte le uova con sale e senape e aggiungerle nel pentolino, mescolando, finché non siano raddensate
3. Fuori del fuoco aggiungere la panna liquida
4. Versare sul cavolo crudo almeno 2 o 3 ore prima di servire, si conserva in frigo.

Gelatina d’arancia

Questa ricetta proviene da un quadernetto della nonna tutto strappato, che mia mamma ha sempre conservato gelosamente.

L’originale era di mandarini ma in effetti nella mia famiglia è sempre stata fatta con le arance, tarocchi naturalmente.
E’ il dolce di tutti i nostri pranzi natalizi, alla fine di un pasto abbondante è l’unico dessert che si mangia volentieri perchè molto dissetante. Non sarebbe Natale se non ci fosse…..

In questa stagione è possibile trovare i tarocchi rossi e il colore sarà di conseguenza differente dalla foto.
La dose di colla di pesce deve essere il minimo indispensabile perchè stia insieme e non si rompa al momento di capovolgerla. Se si fanno un po di esperimenti si può ottenere la consistenza ideale. La dose di 8 grammi dovrebbe essere perfetta per le porzioni individuali ma, se la forma è unica potrebbero volercene anche 10.

A seconda della forma da budino che avete, regolatevi con la quantità da fare.
Succo d’arancia 2 parti
Il succo di 1 limone se le arance sono molto dolci.
Acqua 1 parte
Zucchero 1 cucchiaio ogni arancia spremuta
Gelatina in fogli 8/10 GR Ogni 1/2 LT Di liquido/sciroppo

Spremere le arance e il limone (es.1 lt)
Misurare l’acqua necessaria (es.0,5 lt) e, in una casseruola, aggiungere lo zucchero (circa 10 cucchiai) e scaldare leggermente finché non si sia sciolto bene. Spegnere il fuoco.

Calcolare la colla di pesce necessaria (es.24 g) e metterla a bagno in acqua fredda.
Una volta morbida, strizzare bene e far sciogliere nello sciroppo caldo (non deve bollire).

Unire al succo, mescolare bene e versare in stampi da budino. Coprire bene e riporre in frigo. Sarà pronta in almeno 6 ore (fare il giorno prima o la mattina per la sera).

Servire capovolgendola su un piatto, scaldando per un istante la forma in acqua bollente. Guarnire con bucce d’arancia candite, o panna montata, o frutta fresca.

MARTIRIO DI VISCERE UMANE

E’ il dopo che dubbia terrore
satolli con muto candore
riversi in guanciali di piume
s’annebbia la vista e l’acume

con ventri sull’orlo di strappo
l’amabile tosto vi stappo
e pari alla goccia del vaso
straripa in pressione il travaso

martirio di viscere umane
ch’han visto sul pane e salame
tortelli volatili e peggio
è l’auge del vile scoreggio

che come in caldaia impazzita
ribolle mistura ritrita
castagne granturco e l’arancia
che caglia ben presto in ‘sta pancia

Natale! Che festa squisita
ce n’è da leccarsi le dita
ma è certo che a voi il resto lasso
chè temo dell’ano un prolasso

Giovanni Verrasta

Opossum: dinaugurando tutti di un bel Natale farcito, vi solleziono e
sollerto a impensamenti infondi. Da me personante io il Verrarta verace e
loquace che vividendo in poca mestizia d’impronto al convertimento appresto
sarò. D’appresto inquanto non so, amici miei carissimi, ma chepprima se
dapprima eppoi forse chissà…sarà.
Vi solstizio inqunque alle preparazioni spiritande pel millenario ch’è in
divenire, ch’è tutto regalato, giorno più giorno meno. Godetevela,
godetevela, godetevela!!!

dalla raccolta di scrittura creativa di Giovanni Verrasta